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Covid aumenta stress manager, impreparati nella gestione dei collaboratori

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La maggior parte dei manager italiani, oltre 8 su 10, giudica le proprie capacità di leadership e manageriali non all’altezza nella gestione e motivazione dei collaboratori, e si dice convinto convinto che dovrà sviluppare competenze per gestire complessità e variabilità nella fase dell’emergenza COVID-19.

Sono alcune delle principali evidenze dell’indagine“Covid-19 Business Check Up”, realizzata attraverso un questionario online di 80 domande al quale hanno risposto 500 manager rappresentanti aziende di ogni dimensione, da Lenovys, società di consulenza strategica che il Financial Times ha inserito nello special ranking “FT 1000” riguardante le 1000 aziende europee indipendenti con il maggior tasso di innovatività e crescita organica.

L’indagine offre un quadro delle principali sfide alle quali i manager intendono rivolgere la propria attenzione per superare l’emergenza COVID-19, sugli aspetti personali che ritengono di dover migliorare e sulle decisioni che intendono assumere per aumentare le performance della propria azienda in questo momento.

La gestione dei collaboratori rimane cruciale

Tra i problemi che i manager soffrono di più, il primo posto spetta a quelli connessi agli sprechi legati alle persone e ai processi “sociali” all’interno dell’azienda. Mail, riunioni, discussioni inutili o improduttive e il poco tempo per il pensiero strategico sono state indicate da oltre il 40% dei rispondenti tra le prime 5 più rilevanti.

Comunicare efficacemente (60%) e capacità di focalizzarsi sul valore e sulle poche cose che fanno la differenza (58%) sono le prime due competenze che i manager ritengono di dover sviluppare in questo momento.

Tra le principali sfide è emersa la necessità di ottimizzare i processi operativi, produttivi e non. Quasi metà del campione si ritiene fortemente impreparato ad affrontare questo tema e il 37% lo ritiene un aspetto che potrebbe diventare critico. In merito alla digitalizzazione, il 41% dei manager la ritiene una sfida prioritaria in quanto molto rilevante per il business e alla quale associa un livello di preparazione aziendale basso.

Meno fatturato, ma investimenti non saranno tagliati

Più del 60% del campione dichiara di aspettarsi una riduzione del fatturato superiore al 10% nel 2020. Tale dato sale al 74% concentrando l’analisi sul primo semestre del 2020. Risulta invece un quadro più ottimistico per il 2021, dove il 75% dei rispondenti prevede infatti un ritorno ad una situazione paragonabile a quella antecedente il COVID-19.

In merito ai futuri investimenti, 9 manager su 10 hanno dichiarato che non taglieranno gli investimenti ed in particolare circa il 70% li aumenterà sulle politiche di sviluppo, lancio nuovi prodotti e servizi, miglioramento di processi, introduzione di soluzioni IT, ricerca di nuovi canali di vendita.


© Fonte Wall Street Italia


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